Hai mai pensato di rinnovare l’arredamento della tua casa approfittando di un’agevolazione fiscale concreta?
Col Bonus mobili 2026* (ed elettrodomestici) puoi ottenere una detrazione significativa su mobili ed elettrodomestici, ma molti rischiano di perderla per dettagli normativi poco chiari o per errori banali nella richiesta.
Scopri passo dopo passo come funziona davvero questa opportunità e lasciati guidare tra i vantaggi, i requisiti aggiornati e le strategie per massimizzare il risparmio senza stress.
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Bonus mobili 2026*: novità e conferme normative

L’agevolazione conosciuta come Bonus mobili continua a riscuotere grande interesse grazie alla possibilità di detrarre una quota delle spese sostenute per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati a immobili oggetto di ristrutturazione. La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 51) ha prorogato il Bonus mobili per il 2026, mantenendo detrazione al 50% e tetto di spesa di 5.000 euro.
Negli ultimi anni la normativa ha subito cambiamenti rilevanti: dal tetto di spesa massima consentita alla revisione delle classi energetiche degli elettrodomestici ammessi, ogni nuovo anno fiscale porta novità da non sottovalutare per chi vuole beneficiare della detrazione in modo sicuro e corretto.
Le principali novità della Legge di Bilancio 2026
Per il 2026 sono state confermate alcune regole fondamentali e introdotti piccoli ma importanti adeguamenti:
- Tetto di spesa confermato a 5.000 euro per ogni unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, comprensivo anche delle spese di trasporto e montaggio.
- Percentuale di detrazione fissata al 50% delle spese ammesse.
- Classi energetiche minime stabilite dalla normativa europea vigente: forni almeno classe A, lavatrici/lavasciuga/lavastoviglie almeno classe E, frigoriferi e congelatori almeno classe F.
- Estensione del bonus anche alle pertinenze e, in determinate condizioni, alle seconde case.
Resta invariato l’obbligo di collegare l’acquisto dei mobili a un intervento di ristrutturazione iniziato prima della data di acquisto.
Riferimenti normativi ufficiali e fonti da consultare
L’agevolazione è regolata dall’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e dalla Legge di Bilancio annuale. Secondo la guida ufficiale aggiornata dell’Agenzia delle Entrate, il Bonus mobili è collegato agli interventi di recupero edilizio disciplinati dall’articolo 16-bis TUIR. Per chi desidera leggere direttamente la normativa, sono disponibili:
- Legge di Bilancio 2026 (n. 199/2025);
- Circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate;
- Portale ENEA per la gestione della comunicazione di acquisto elettrodomestici.
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Come funziona il Bonus mobili e elettrodomestici
Comprendere come funziona il Bonus mobili in pratica significa saper sfruttare al massimo la detrazione, evitando errori formali o scelte poco efficaci. Il meccanismo è semplice, ma la normativa impone regole precise su tempistiche, pagamenti e beni ammessi.
Percentuale di detrazione e limiti di spesa
Chi sostiene spese per l’acquisto di mobili o grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione può beneficiare di una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per ciascun immobile e ciascun anno. Questo significa che il massimo recuperabile è di 2.500 euro, suddiviso in dieci quote annuali.
Calcolo pratico della detrazione: esempi concreti
Per comprendere meglio come funziona la detrazione, ecco due esempi pratici:
- Se spendi 4.000 euro per mobili ed elettrodomestici: puoi detrarre 2.000 euro (50% di 4.000), suddivisi in 200 euro l’anno per dieci anni.
- Se spendi 6.000 euro: il calcolo si ferma a 5.000 euro, quindi la detrazione ammissibile sarà di 2.500 euro (50% di 5.000), sempre in dieci quote annuali da 250 euro.
Durata e modalità di ripartizione del bonus
La detrazione viene “spalmata” su dieci anni, esattamente come per gli altri bonus legati alla ristrutturazione edilizia. Ogni anno potrai portare in detrazione una quota pari a un decimo dell’importo complessivo spettante, direttamente nella dichiarazione dei redditi.
Requisiti per accedere al Bonus mobili e elettrodomestici
Non basta acquistare un divano nuovo o cambiare gli elettrodomestici: per ottenere il Bonus mobili occorre soddisfare alcuni requisiti precisi, sia soggettivi che oggettivi.
Chi può beneficiarne: soggetti ammessi
Accedono al beneficio:
- Proprietari di immobili oggetto di ristrutturazione.
- Detentori dell’immobile (inquilini, usufruttuari, comodatari) che sostengano le spese e su cui ricade la detrazione.
- Condomini, per quanto riguarda le parti comuni degli immobili.
Non è richiesta la convivenza, ma la detrazione spetta solo a chi effettua sia i lavori di ristrutturazione sia l’acquisto dei beni.
Tipologie di immobili e interventi edilizi ammissibili
Il bonus spetta in caso di lavori di:
- Manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale.
- Interventi su parti comuni di edifici condominiali.
Non sono ammessi lavori di manutenzione ordinaria sulle singole abitazioni private (es. tinteggiatura, sostituzione pavimenti senza opere maggiori).
Condizioni temporali: quando devono iniziare i lavori
Affinché la spesa per mobili ed elettrodomestici sia detraibile, il cantiere di ristrutturazione deve essere avviato prima dell’acquisto dei beni. Occorre poter dimostrare la data di inizio lavori con documentazione ufficiale (comunicazione CILA, SCIA, dichiarazione sostitutiva, ecc.).
Quali spese e beni sono ammessi ed esclusi nel bonus mobili e elettrodomestici

La detrazione riguarda una gamma definita di beni e servizi: la corretta selezione dei prodotti e delle spese è fondamentale per non incappare in esclusioni o contestazioni in sede di controllo.
Mobili ammessi: elenco dettagliato
Tra i mobili che rientrano nell’agevolazione sono compresi:
- Letti e materassi.
- Armadi e cassettiere.
- Scrivanie, librerie, tavoli e sedie.
- Comodini, credenze, divani, poltrone.
- Mobili da bagno e da cucina.
- Corpi illuminanti considerati elementi di arredo, come lampade e applique (solo se finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione).
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Elettrodomestici ammessi e classi energetiche richieste
Per gli elettrodomestici il bonus mobili copre l’acquisto di:
- Frigoriferi e congelatori (almeno classe F).
- Lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie (almeno classe E).
- Forni (almeno classe A).
- Apparecchi per la cottura (almeno classe A).
È fondamentale conservare l’etichetta energetica e la scheda prodotto per ogni elettrodomestico acquistato.
Spese escluse: cosa non rientra nel bonus
Restano escluse dal beneficio:
- Porte interne e infissi.
- Pavimenti (parquet, moquette, ecc.).
- Tende, tendaggi, complementi d’arredo non fissi.
- Oggetti decorativi (quadri, soprammobili).
- Mobili o elettrodomestici usati o acquistati senza adeguata documentazione fiscale e tracciabilità.
Tabella riassuntiva beni ammessi/esclusi
| Beni ammessi | Beni esclusi |
| Letti, armadi, cassettiere, scrivanie, tavoli, sedie, librerie, comodini, divani, poltrone, mobili da bagno e cucina, lampade a soffitto/parete, frigoriferi (classe F), lavatrici/lavasciuga/lavastoviglie (classe E), forni (classe A). | Porte, infissi, pavimenti, tende e tappeti, oggettistica decorativa, mobili usati, elettrodomestici non conformi alle classi minime, acquisti da privati. |
Per ogni scelta, affidati ai consigli di un esperto: lasciati ispirare dal design e vivi l’esperienza dal vivo nel nostro showroom a Quarto di Napoli. Prenota la tua visita.
Come richiedere e ottenere il Bonus mobili e elettrodomestici
Ottenere la detrazione per mobili e grandi elettrodomestici richiede alcuni passaggi specifici e il rispetto di modalità precise di pagamento e conservazione dei documenti.
Iter di richiesta e tempistiche
L’iter per accedere al bonus mobili si sviluppa in queste fasi:
- Avvio lavori di ristrutturazione e ottenimento della documentazione che attesti la data di inizio lavori.
- Acquisto di mobili ed elettrodomestici ammessi, dopo l’inizio lavori ma entro il 31 dicembre 2026.
- Pagamento delle spese secondo i criteri previsti (vedi sotto).
- Conservazione di fatture, ricevute e documentazione.
- Inserimento della detrazione nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF).
Modalità di pagamento valide
I pagamenti devono essere effettuati con:
- Bonifico bancario o postale ordinario (non è necessario il cosiddetto “bonifico parlante” usato per la ristrutturazione).
- Carta di credito o debito.
Non sono ammessi pagamenti in contanti, assegni bancari. Sono ammessi pagamenti con carte di credito, debito o prepagate intestate, purché tracciabili.
Checklist dei documenti da conservare
- Fatture d’acquisto dei mobili e degli elettrodomestici.
- Ricevute dei bonifici o delle transazioni con carta.
- Documentazione attestante la data di inizio lavori (CILA, SCIA, ecc.).
- Etichetta energetica e scheda prodotto degli elettrodomestici.
- Eventuali comunicazioni ENEA per gli elettrodomestici.
Comunicazione all’ENEA: quando è obbligatoria
La comunicazione all’ENEA è richiesta solo per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, non per i soli mobili. La trasmissione va fatta tramite il portale ENEA, entro 90 giorni dalla data di acquisto. La mancata comunicazione non comporta automaticamente la perdita della detrazione, ma può essere oggetto di richiesta di chiarimenti in fase di controllo.
Bonus mobili: casi particolari e domande frequenti
Le richieste di chiarimento su casi concreti sono numerose. Ecco le risposte alle situazioni più frequenti e alcune dritte per evitare errori in fase di domanda.
Bonus mobili per seconde case e pertinenze
La detrazione spetta anche per le seconde case, a patto che su ciascun immobile sia stato avviato un intervento di ristrutturazione idoneo. Il tetto di 5.000 euro si applica per ogni unità abitativa ristrutturata, incluse le pertinenze (es. box auto, cantine).
Acquisti online, pagamenti a rate e altre casistiche
Gli acquisti online sono ammessi purché venga rispettata la tracciabilità dei pagamenti e si riceva fattura intestata al beneficiario. Per i pagamenti a rate, valgono le rate effettivamente saldate nel periodo di imposta, sempre che la modalità sia conforme (carta, bonifico ordinario).
Cumulabilità con altri bonus edilizi
Il Bonus mobili è cumulabile con altri bonus edilizi, ma è sempre subordinato alla realizzazione di un intervento di recupero edilizio agevolato (Superbonus e Sismabonus). L’importante è che le spese siano distinte e documentate separatamente e che il massimale di 5.000 euro per il Bonus mobili non venga superato.
Errori comuni da evitare e controlli fiscali
- Acquisto di mobili prima dell’inizio lavori: il bonus viene negato.
- Sforamento del tetto di spesa: la detrazione si calcola solo su 5.000 euro per immobile.
- Mancanza di documentazione sui pagamenti o etichette energetiche: perdita del beneficio per quella spesa.
- Pagamenti in contanti: sempre non ammessi.
In caso di controlli, l’Agenzia delle Entrate può richiedere tutta la documentazione. Consigliabile conservare ogni fattura, ricevuta e certificato per i termini ordinari di accertamento fiscale (generalmente 5 anni dalla dichiarazione).
FAQ Bonus mobili 2026*
- Che cos’è il Bonus mobili e come funziona?
È una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per mobili ed elettrodomestici nuovi, destinati ad arredare immobili oggetto di ristrutturazione, fino a un massimo di 5.000 euro. - Quali sono i requisiti per ottenere il Bonus mobili nel 2026?
Devi aver avviato e documentato un intervento di ristrutturazione prima dell’acquisto, acquistare beni nuovi e rispettare le modalità di pagamento tracciabili. - Quali mobili ed elettrodomestici sono ammessi nella detrazione?
Mobili nuovi e grandi elettrodomestici con classi energetiche almeno A (forni), E (lavatrici/lavasciuga/lavastoviglie), F (frigoriferi/congelatori). - Qual è il limite massimo di spesa detraibile?
5.000 euro per ciascuna unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. - Come deve essere effettuato il pagamento per usufruire del Bonus mobili?
Bonifico bancario/postale ordinario oppure carta di credito/debito. Non sono ammessi pagamenti non tracciabili come contanti o assegni. - Cosa bisogna conservare per eventuali controlli fiscali?
Fatture, ricevute dei pagamenti, documentazione dei lavori, etichette energetiche, prova comunicazione ENEA. - Il Bonus mobili è valido anche per le seconde case?
Sì, se oggetto di ristrutturazione. - È possibile cumulare il Bonus mobili con altri bonus edilizi?
Sì, se le spese sono distinte e nei limiti previsti. - Come viene erogata la detrazione? In quanti anni?
In dieci quote annuali di pari importo. - Cosa succede se si superano i limiti di spesa?
La detrazione si calcola solo su 5.000 euro. - Il Bonus mobili vale anche per acquisti online o pagamenti a rate?
Sì, se sono rispettate le regole su fatturazione e pagamenti tracciabili. - Quali sono gli errori più comuni da evitare?
Acquisti e pagamenti non tracciabili, spese effettuate prima dell’inizio lavori. - È obbligatoria la comunicazione all’ENEA per tutte le tipologie di acquisto?
Solo per elettrodomestici, non per i soli mobili. - Come si dimostra la data di inizio dei lavori di ristrutturazione?
Con la dichiarazione CILA, SCIA, o altri documenti ufficiali rilasciati dall’ente comunale competente. - Il Bonus mobili vale anche per gli inquilini o solo per i proprietari?
Vale anche per gli inquilini o altri detentori che sostengano la spesa e possano detrarla.
Dove trovare assistenza e risorse utili
Per approfondire ogni aspetto del Bonus mobili 2026* e non rischiare errori, è sempre consigliabile consultare:
- Guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
- Portale ENEA per le comunicazioni degli elettrodomestici.
- Il proprio consulente fiscale di fiducia.
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*Per il 2026 la misura risulta prevista salvo ulteriori aggiornamenti normativi nelle prossime leggi di bilancio.
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